Маркіян Камиш

український письменник

I libri più belli dell’anno ve li consiglia Robinson

Non una classifica ma una guida utile, una costellazione di dieci letture che rappresenta al meglio lo spirito dei nostri tempi. Dali dagli androidi immaginati da Ian McEwan alla cupa condizione femminile dei «Testamenti» di Margaret Atwood

di RAFFAELLA DE SANTIS

Proviamo a usare i libri come barometro dell’anno trascorso. In fondo servono anche a questo – soprattutto a questo –, a parlarci di noi. Su Robinson (in edicola tutta la settimana a 50 centesimi in più) proponiamo i nostri migliori titoli del 2019: dieci, scelti tra quelli recensiti dalle nostre grandi firme durante l’anno. Non è una classifica, ma una piccola costellazione di letture illuminanti su temi importanti: amore, visioni future, nuove identità.

C’è il futuro, così come lo immaginano i più grandi romanzieri. Quello cupo delle donne-ancelle che Margaret Atwood narra nei Testamenti (Ponte alle Grazie) o quello dominato dall’intelligenza artificiale che Ian McEwan orchestra in Macchine come me (Einaudi), dove un androide s’innamora e interferisce con gli umani. C’è il presente senza confini, frastagliato e multiculturale, di chi vive in perenne movimento, tra terminal e aerei, esponendosi al rischio di qualche Turbolenza, come nel romanzo di David Szalay (Adelphi). E il presente di chi è sballottato tra un paese e l’altro: il protagonista de L’isola dei fucili (Neri Pozza) di Amitav Gosh vive a Brooklyn ma porta con sé l’infanzia bengalese, gli dèi, le leggende di Calcutta.

Tra i saggi, abbiamo scelto quello narrativo di Amin Maalouf, Il naufragio delle civiltà (La nave di Teseo), un viaggio tra Oriente e Occidente, grandi potenze in crisi e nazioni emergenti. Le nostre paure ambientali invece hanno una data: 1986, quando esplode Chernobyl. Una passeggiata nella zona dello scrittore ucraino Markijan Kamys (Keller) è un tuffo dentro quella terribile tragedia, legato ai ricordi: il padre dell’autore lavorava come liquidatore addetto al risanamento della Zona dopo il disastro nucleare. Parte da una storia vera anche il romanzo rivelazione di Viola Ardone, Il treno dei bambini (Einaudi), un affido di massa organizzato dal Pci nel 1946 per spedire i ragazzini meridionali nel Nord benestante.

C’è poi una costellazione emotiva, una carta geografica dei sentimenti giovanili, nella fase di passaggio all’età adulta: i millennial di Sally Rooney, con i loro amori da college (Persone normali, Einaudi), e le adolescenti napoletane di uno dei romanzi più attesi dell’anno, La vita bugiarda degli adulti (e/o) di Elena Ferrante. Dolente e visionario, tra i libri migliori del 2019, non può mancare il Diario dell’anno del Nobel (Feltrinelli) di José Saramago. Ritrovato dopo la morte dello scrittore dalla vedova Pilar del Río nel desktop del suo computer è una fotografia della crisi attuale. Parla di noi, ma al modo di Saramago, cioè senza sconti. I nostri mali? Paura, indifferenza e rassegnazione. I rimedi? Leggere, conoscere, studiare.

https://www.repubblica.it/robinson/2019/12/28/news/i_libri_piu_belli_dell_anno_ve_li_consiglia_robinson-244562196/

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Photo by Keller Editore.